Feb 3
Conferenza dei Giovani Comunisti
icon1 Luca Stanghellini | icon2 Varie | icon4 02 3rd, 2010| icon3No Comments »

La Conferenza dei GC di Bologna è convocata

Domenica 7 febbraio alle ore 14:00

presso i locali della Federazione del PRC, in Via Menganti 8 (Bologna).

L’orario delle votazioni è fissato per le 18:00.

Feb 2
Volantinaggio
icon1 Luca Stanghellini | icon2 Varie | icon4 02 2nd, 2010| icon3No Comments »

Domattina dalle 10 in poi ci trovate al mercato di Castiglione dei Pepoli a volantinare il nostro giornalino L’Alba Rossa e il volantino sull’azzeramento del fondo montagna.

Inoltre effettueremo la diffusione militante del quotidiano Liberazione!

Feb 1

Con la legge finanziaria 2010 il Governo centrale ha sferrato l’ennesimo colpo ai danni dei Comuni della nostra montagna. Oltre alla sempre più scarsa disponibilità di risorse, gli enti locali del nostro Appennino devono fare i conti anche con i provvedimenti del Governo, con l’ultima legge finanziaria e con le sue ripercussioni negative sui territori.

La nuova classificazione dei Comuni montani comprende solo i Comuni che hanno il 75% del loro territorio oltre i 600 metri sul livello del mare. Di seguito vi illustriamo la situazione in percentuale di territorio sopra i 600 metri dei comuni a noi vicini:

- Camugnano  70%

- Castel d’Aiano 71%

- Castiglione dei Pepoli 60%

- Gaggio Montano 54%

- Porretta Terme 57%

- San Benedetto 70%

Oltre a questi, i tre comuni compresi nella nuova classificazione:

- Granaglione 80%

- Lizzano 88%

- Monghidoro 75%

Come si fa a sostenere che questo territorio d’ora in poi deve essere comparato a Comuni come Monte San Pietro (5%), Casola Val Senio (8%), Sarsina (13%), Casalfiumanese (0,9%), Castel del Rio (22%) o Sasso Marconi (1%)?

Come PRC-PDCI siamo da sempre convinti che il riordino delle Comunità montane sia più che necessario, come è necessario chiudere tutte quelle strutture pubbliche inutili, prive di risorse e prive di competenze. Però con il provvedimento del Governo si cancella una grossa fetta di montagna che oggettivamente non si può classificare né pianura né tanto meno collina, ed è per questo che sosteniamo che era più che sufficiente adottare nella classificazione dei comuni montani la percentuale del 51% del territorio oltre i 600 metri sopra il livello del mare.

Non prendiamoci in giro, e non prendiamo in giro nemmeno la popolazione della nostra montagna, dobbiamo essere chiari sulle ripercussioni negative che questa nuova classificazione produrrà:

- Riduzione di risorse per le amministrazioni, le imprese, le attività turistiche della montagna

- Rischio tagli ai servizi pubblici ai residenti

- Scomparsa delle agevolazioni e riduzione drastica delle opportunità di accesso ai fondi europei, in particolare per l’agricoltura.

Ora chiediamo ai Parlamentari di tutti gli schieramenti del nostro territorio, di chiedere al Governo di modificare la percentuale del 75% e prendere in seria considerazione la proposta di porre come tetto il 51% di territorio sopra i 600 metri sul livello del mare.

Il Circolo Prc Castiglione sta portando avanti quotidianamente alcune piccole battaglie che hanno a che fare con il nostro territorio, cercando di avanzare proposte e di capire quali sono i problemi reali che si presentano nella nostra realtà locale. Riteniamo che sia fondamentale approfondire i diversi temi che riguardano tutti noi, informando i cittadini dei cambiamenti che in corso che avranno conseguenze per tutti noi. Per questo motivo abbiamo cercato di analizzare e spiegare anche la situazione dei comuni montani ed i cambiamenti che stanno avvenendo. Per qualsiasi altra informazione  o discussione il nostro circolo e’ sempre aperto.

La posizione della segreteria provinciale

La Segreteria provinciale del  PRC ribadisce il proprio impegno per chiedere il ripristino del fondo nazionale per la montagna rinnovando la sua contrarietà  rispetto alla cancellazione di tale fondo ed alla classificazione dei comuni montani voluta dalla legge finaziaria di pdl e lega nord.

Il Consiglio provinciale con il voto di PRC-PDCI ha del resto già approvato un odg che impegna la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo centrale e della regione Emilia-Romagna proprio per rimettere in discussione la classificazione dei comuni montani voluta dal governo Berlsconi e l’azzeramento del fondo nazionale per la montagna.

L’Amministrazione provinciale inoltre è sistematicamente impegnata in un’azione di coordinamento con i sindaci dei comuni montani della provincia di Bologna al fine di affrontare le questioni più urgenti quali quelle derivate dall’edilizia scolastica e dalla viabilità e, d’altra parte, anche la nostra Regione, della cui maggioranza politica facciamo parte, ha consentito nel quinquennio 2005-2009 uno stanziamento pari quasi al doppio delle risorse stanziate per la montagna a livello nazionale ed azzerate a partire da quest’anno (fondo nazionale €  7.562.000,00; fondo regionale € 12.000.000).

Auspichiamo pertanto che Provincia e Regione proseguano nell’efficace contrasto alle politiche del Governo con l’essenziale contributo della nostra partecipazione dentro alle maggioranze che governano tali territori.

La Segreteria provinciale

Le conseguenze della finanziaria sui comuni montani

  1. Viene completamente azzerato il fondo nazionale per la montagna, ostacolando ulteriormente gli investimenti da parte delle pubbliche amministrazioni che magari erano riuscite a scampare al cappio del patto di stabilità.
  2. Verrà ora considerato “comune montano” quel comune i cui tre quarti del territorio si trovano al di sopra dei 600 metri. Questo significa che della nostra zona rimarranno comuni montani solo Granaglione e Lizzano in Belvedere. Ma le conseguenze di questo assurdo principio di definizione potrebbero essere molto più gravi. Se la norma che viene introdotta in finanziaria, fosse poi assunta come riferimento generale, tutto il sistema di agevolazioni che a vantaggio dei “vecchi” comuni montani come i nostri rischia di saltare. Pensiamo alle agevolazioni sul gasolio, all’ICI per gli agricoltori, agli incentivi per le attività produttive, alle agevolazioni per la scuola dell’obbligo, all’accesso ai fondi comunitari, al mantenimento degli uffici postali e così via.
  3. La riduzione del 70% al fondo destinato alla nostra Comunità Montana. Il restante 30% sarà diviso dai comuni che potranno fregiarsi del termine “montano”. Questa azione comporterà la perdita di tutta una serie di servizi destinati alle amministrazioni comunali ed al cittadino in maniera diretta (servizi di carattere agricolo, forestale, sportello unico, difesa del suolo, servizio idrogeologico, protezione civile, ecc…)

Tutto questo non ha nulla a che vedere con la riduzione dei costi della politica o il riordino istituzionale, ma è una falce che si abbatte sugli Appennini e vuole risparmiare i comuni alpini, quindi con un chiaro intento politico.

Gen 29
CONVOCAZIONE COMITATO POLITICO FEDERALE
icon1 Luca Stanghellini | icon2 Varie | icon4 01 29th, 2010| icon3No Comments »

Il Comitato Politico Federale è convocato il giorno

lunedì 1 febbraio p.v. alle ORE 20 - puntuali -

presso la sede della Federazione di Bologna del PRC in via Menganti 8,

con il seguente ordine del giorno:

1) comunicazione in ordine alle dimissioni del Sindaco di Bologna,
Flavio Delbono;

2) verso le elezioni regionali: proposte di candidature per il
collegio di Bologna;

3) varie ed eventuali.

Parteciperà ai lavori del CPF e farà l’intervento conclusivo un/una
compagn* della Direzione nazionale del Partito.

Gen 28

Gen 27
” IL GIORNO DELLA MEMORIA “
icon1 Luca Stanghellini | icon2 Varie | icon4 01 27th, 2010| icon3No Comments »

Sessantacinque anni fa il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche entrarono e liberarono gli ultimi prigionieri del campo di sterminio di Auschwitz.

Il progetto politico nazista portò allo sterminio di sei milioni d’ Ebrei e alla scomparsa della cultura ebraica in vaste regioni d’Europa.

In questa data si celebra “ Il Giorno della Memoria “ perché quel passato non deve mai più tornare !!!

Ora più che mai c’è il bisogno di ricordare questi tristi eventi ! Visto che viviamo in un momento storico dove spesso i nostri telegiornali riportano notizie riguardanti atteggiamenti razzisti verso i più deboli e i diversi !!

Gen 25

Prendiamo atto dell’annuncio delle dimissioni del Sindaco di Bologna Flavio Delbono. Gli auguriamo di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli sono imputati: sarebbe la risposta migliore al clima torbido e strumentale emerso in queste settimane.

A differenza di Berlusconi, Delbono si dimette anteponendo il bene pubblico ai propri interessi personali. Le dimissioni, infatti, sono diventate un atto inevitabile e doveroso: il rapporto con la città si stava logorando. Certamente non hanno aiutato i frequenti cambiamenti del Sindaco, ora improntati sul silenzio, ora sul negare fatti per poi ammetterli, ora sull’escludere le dimissioni per poi deciderle. Va fatta chiarezza. Il Comune di Bologna verrà commissariato: un risultato triste, che la nostra città e i cittadini non meritano.

Il caso di Bologna e la vittoria di Vendola in Puglia dimostrano che il PD sta perdendo il legame con la propria base e con i soggetti sociali di riferimento, rendendo più urgente e necessaria una svolta a sinistra, quella vera.

Questo episodio dimostra l’attualità delle parole di Enrico Berlinguer:

“La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.”

La Segreteria provinciale del PRC di Bologna

Gen 22
CONFERENZA LAVORATRICI E LAVORATORI
icon1 Luca Stanghellini | icon2 Varie | icon4 01 22nd, 2010| icon3No Comments »

FEDERAZIONE PRC DI BOLOGNA-

FEDERAZIONE PRC DI IMOLA-

DOMENICA 24 GENNAIO DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 13.00
E’ CONVOCATA

LA CONFERENZA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

delle Federazioni PRC di Bologna e Imola

CON IL SEGUENTE PROGRAMMA:

ore 9.30 RELAZIONE INTRODUTTIVA

ore 10.00 PRESENTAZIONE DELLE INCHIESTE SOCIALI

ore 10.30 DIBATTITO

ore 12.30 CONCLUSIONI DI ROBERTA FANTOZZI (segreteria nazionale)


VOTAZIONE DOCUMENTI E ODG;

VOTAZIONE DELEGATI ALLA CONFERENZA NAZIONALE.

Gen 21
BILANCIO ATTIVITA’ CIRCOLO 2009
icon1 Luca Stanghellini | icon2 Varie | icon4 01 21st, 2010| icon3No Comments »

  • Introduzione

Per noi iscritti, simpatizzanti , militanti è stato un anno molto impegnativo perché in pochi mesi siamo riusciti a rilanciare l’immagine del partito sul territorio partendo del dialogo con le persone, con i volantinaggi , con la diffusione mensile del nostro giornalino Alba Rossa e non solo, siamo riusciti ad aprire una sede fondamentale per la gestione delle nostre attività e iniziative in modo continuativo .

Inoltre per migliorare l’informazione, sopratutto per le nuove generazioni, abbiamo creato un sito internet sempre aggiornato sui temi attuali di cronaca e sulla vita del nostro circolo con spazio per le discussioni.

All’ epoca delle elezioni europee avevamo deciso di esporre quelle che erano le nostre iniziative dopo il risultato elettorale ,in modo che non si potesse dire che erano solo chiacchiere,e ad oggi possiamo affermare che ciò che avevamo detto allora lo abbiamo fatto , e questo compagni/e e’ il primo segno tangibile concreto….la discontinuità che il circolo ha deciso di dare nei confronti di una politica che da troppo tempo rischia di essere astratta .

  • Raccolta dell’usato

Questa idea nasce dalla consapevolezza che ci troviamo in un momento storico particolare, nel mezzo di una crisi economica e occupazionale che ha minato la stabilità economica delle famiglie più deboli colpendo sempre più la dignità delle persone .

E’ per ciò che in maniera sobria e attenta a non urtare la sensibilità di nessuno le porte del circolo si sono aperte a chi aveva bisogno , non solo, si è creato un dialogo con le persone che si confidavano con noi parlando dei loro problemi economici e lavorativi e delle difficoltà che quotidianamente incontrano, inoltre parte del materiale e’ stato donato a un associazione per l’Africa.

Teniamo a sottolineare che la raccolta dell’ usato non riguarda solo il vestiario , infatti sono stati distribuiti materassi, mobili, elettrodomestici, seggioloni e box per gli infanti.

Il successo di questa iniziativa si deve anche al grande contributo che la popolazione ha dato portando costantemente i capi di abbigliamento , ma ci teniamo a sottolineare che le persone hanno collaborato al di là del loro credo politico e questo è il vero punto di forza di questo circolo.

  • Raccolta alimentare

Abbiamo deciso di avviare la raccolta alimentare vista la forza con cui la crisi si estendeva nel

nostro tessuto sociale.

Purtroppo a causa della nostra posizione territoriale non abbiamo potuto ne avviare ne aderire ai famosi gap (raccolte alimentari ) che si fanno in città perché nelle nostre zone non esistono ingrossi alimentari; per ciò le spese sono state finanziate con le poche risorse economiche del circolo.

Ovviamente per motivi di bilancio e per cercare di accontentare tutte le richieste abbiamo deciso di fare una spesa al mese per ognuno che la richiedeva e utilizzando la modalità di un “pochino per tutti “

La spesa è composta da generi di prima necessità pasta, farina,sale , latte ecc.. sempre proporzionale al nucleo famigliare e a seconda delle richieste e dei bisogni, abbiamo fornito anche i pannolini.

Anche qui ci teniamo a sottolineare la collaborazione della popolazione e di alcuni negozianti che hanno contribuito alla realizzazione delle spese.

  • Raccolta Legna

Questa attività, diciamo, presenta due risultati positivi: il primo ambientale visto la condizione in cui versano i nostri boschi tralasciati ormai da anni ,abbiamo pensato di recuperare la legna da alberi secchi o caduti e aiutare così coloro che per motivi economici risparmiano sui combustibile per passare l’inverno.

Gen 20

Al lavoro a 15 anni e scoppia la polemica tra governo e opposizione. “La maggioranza fa carta straccia dell’obbligo scolastico: inaccettabili questi salti all’indietro sul tema della formazione”, dichiara l’ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni (Pd). Al centro della querelle un emendamento al disegno di legge Lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato questa mattina dalla commissione Lavoro della Camera, che prevede che l’apprendistato possa valere a tutti gli effetti come assolvimento dell’obbligo di istruzione. Se il provvedimento dovesse andare in porto gli studenti meno volenterosi potrebbero uscire dalle aule scolastiche un anno prima dell’attuale obbligo scolastico, fissato a 16 anni.

Ma l’Ue e tutti i più recenti studi sul capitale umano ci chiedono il contrario: aumentare la permanenza a scuola dei nostri adolescenti e ridurre la dispersione scolastica. “La maggioranza e il ministro Sacconi - continua Fioroni - hanno deciso di fare carta straccia dell’obbligo scolastico. E’ inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, qui si decida di fare un salto all’indietro così macroscopico”.

In effetti, gli ultimi studi di Osce (l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico) e Banca d’Italia raccomandano l’esatto opposto: investire in istruzione. Lo scorso mese di novembre, la Banca d’Italia ha pubblicato uno studio dall’emblematico titolo “Investire in conoscenza”. I due economisti Federico Cingano e Piero Cipollone evidenziano tutti i vantaggi connessi con un aumento del grado di preparazione dei cittadini italiani. Un massiccio investimento da parte dello stato in istruzione verrebbe più che compensato dalle entrate fiscali, a parità di prelievo, e dai minori costi derivanti dall’aumento del tasso di occupazione. E un anno in più sui banchi di scuola rende, secondo gli esperti di Bankitalia, nel medio-lungo periodo quasi il 9 per cento in termini di remunerazione del lavoro. I vantaggi maggiori sono per i laureati, il cui titolo di studio può fruttare più del 10 per cento e il diploma di maturità, il 9,7 per cento

Durissimo il commento del senatore Antonio Rusconi, componente della commissione Cultura di Palazzo Madama. “Si tratta di un provvedimento assurdo che ci allontana ancora di più dai livelli dell’istruzione previsti dal trattato di Lisbona e soprattutto annulla una conquista importante del governo del centrosinistra, ovvero l’obbligo all’istruzione svolta nella scuola superiore o professionale fino a 16 anni, ma comunque nella scuola”. “Di fatto - prosegue Rusconi - il governo Berlusconi sembra orientare la scuola e la società italiana verso indirizzi ‘classisti’, la serie A dei licei, la serie B degli Istituti tecnici, la serie C dei professionali, e ora per qualcuno, subito dopo la terza media, l’idea di andare subito al lavoro”. All’estero, secondo il senatore del Partito democratico, “la crisi economica la si sta combattendo con più investimenti” su scuola, università e formazione.

Nel 2003, una comunicazione della Commissione europea considerava “imperativo categorico” l’investimento efficiente nell’istruzione e nella formazione. Nel marzo 2000 il Consiglio europeo di Lisbona ha fissato all’Ue l’ambizioso obiettivo strategico di diventare entro il 2010 “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Il Consiglio europeo “ha ribadito che il futuro dell’economia (e della società) europea dipenderà dalle abilità dei suoi cittadini e che queste a loro volta richiedono un aggiornamento continuativo caratteristico delle società basate sulla conoscenza”.

E secondo l’ultimo lavoro dell’Osce, “Education at a Glance”, in Italia la laurea, in termini di resa salariale, è un affare. In base ai calcoli dell’Ocse un uomo laureato può aspettarsi rispetto a un diplomato un vantaggio salariale durante la carriera superiore a 322 mila dollari, mentre per una donna il beneficio si ferma a 136 mila. La media Ocse è di 186 mila a livello lordo per un uomo e di 134 mila per una donna. E con un titolo di studio più elevato ci si assicura anche meglio contro la disoccupazione.

“E’ l’ultimo atto dello smantellamento di un vero obbligo scolastico”: così il segretario della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, commenta l’emendamento. “Siamo decisamente contrari. Prevedere questo - afferma il sindacalista - significa mettere in discussione l’essenza stessa dell’obbligo scolastico che va assolto nei percorsi di istruzione e formazione, e non attraverso l’apprendistato che nella maggior parte dei casi si traduce in un lavoro vero e proprio dove di apprendimento c’è ben poco”.

Critiche sono state espresse anche dal segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. “L’emendamento sull’apprendistato approvato dalla commissione Lavoro della Camera, in modo frettoloso e senza nessuna consultazione delle parti sociali, deve essere corretto prima dell’approvazione in Aula del ddl lavoro prevista per la prossima settimana”. “In particolare - aggiunge Santini - va attentamente valutato il rischio di un conflitto tra norme, stante la vigente legge 296/06 che fissa l’obbligo di istruzione a 16 anni, che porterebbe alla paralisi operativa”. La richiesta del sindacato è quella di “rilanciare l’apprendistato per aiutare concretamente l’occupazione dei giovani”, ma di farlo in collegamento con “percorsi di istruzione e formazione professionali nei quali, come previsto dalla legge, si assolva all’obbligo di istruzione”.

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